Cellulite: Il metabolismo basale
Aprile 24, 2013Cellulite: Le novità
Aprile 24, 2013Parlando di regolazione neuroendocrina abbiamo più volte parlato di stress. Ma cos’è lo stress? Stress significa letteralmente sforzo, spinta, tensione, peso, fatica.
Il termine stress è ampiamente usato e forse abusato dai mass media e ancora oggi è alla ricerca di una sua chiara ed univoca definizione in campo medico, specie per alcuni tipi di stress, primi tra tutti gli stress di natura psichica. Infatti, se è chiara la natura stressante di molti eventi clinici in campo medico, chirurgico e traumatologico, lo stress è lontano dall’essere definito con chiarezza sia nella sua natura che nel suo impatto sull’individuo. Lo stress viene descritto di volta in volta come: una caratteristica dell’ambiente che ci circonda (…viviamo in una città piena di stress…stressante…), come la risposta del singolo allo stimolo (…il lavoro mi stressa…non parliamo poi di mio marito…) oppure come l’interazione che si osserva tra percezione individuale dell’ambiente e la risposta dell’individuo (la stessa città può non essere stressante per altri o lo stesso marito può essere non stressante per l’amica). Le attuali conoscenze definiscono lo stress attraverso una serie di variabili e varianti meccanismi adattativi che avvengono per mezzo di un gran numero di effettori neuro ormonali.
Ma quello che a noi interessa maggiormente in questo ambito è principalmente una di queste varianti e cioè l’attivazione dell’asse neuro endocrino Ipotalamo-Ipofisi-Surrene che gioca un ruolo assolutamente centrale nella complessa integrazione della risposta dell’organismo agli stress, attraverso il controllo del metabolismo, della funzionalità del sistema cardiovascolare e della pressione arteriosa, della regolazione di altri assi neuroendocrini, dell’interferenza sul sistema nervoso centrale e delle conseguenze di questa attivazione sulla cellulite.
La sindrome da stress. La cascata che è alla base di questo complicato processo di adattamento inizia con la percezione da parte del Sistema Nervoso Centrale dell’evento stressante che a sua volta si traduce nel rilascio di una moltitudine di effettori che conducono al rilascio di adrenalina e noradrenalina da parte delle ghiandole surrenali. La produzione improvvisa di queste sostanze causa i seguenti eventi: incremento dell’attività respiratoria,aumento della pressione arteriosa,modificazione dell’attività gastroenterica,alterata risposta immunologica, ridotto afflusso arterioso al distretto intestinale, ridotto afflusso arterioso al distretto sessuale,alterazione del comportamento.
Queste modificazioni sono provocate nell’organismo per permettere all’individuo di reagire all’evento stressante in atto. Esse rappresentano dunque un esempio di reazione positiva ma che se protratta nel tempo risulta dannosa per l’individuo. Per capire meglio quello che avviene in questi casi possiamo prendere in considerazione un classico esempio: pensate a quando siete in auto nel traffico, siete già in ritardo ad un appuntamento, al di là della curva continua il serpentone di auto e sulla destra continuano a transitare i furbi nella corsia di emergenza. Il respiro si fa più breve e veloce, la pressione del sangue aumenta (vi sentite il sangue alla testa), un dolore all’epigastrio vi ricorda che soffrite di gastrite, se avete pranzato farete una cattivissima digestione, il pensiero di Naomi Campbell o George Clooney vi lascia del tutto indifferenti e, per finire, vi rendete conto che potreste anche fare del male fisico a qualcuno.
Le reazioni che state provando rappresentano il lato negativo di una reazione di allerta grazie alla quale siete però più concentrati alla guida, siete in grado di sfiorare altre automobili di pochi millimetri senza incidenti, contemporaneamente al telefono avvisate del ritardo e con la coda dell’occhio tenete a bada coloro che vorrebbero rientrare dalla corsia di emergenza posizionandosi davanti a voi.
Per fortuna prima o poi arriverete all’appuntamento, vi scuserete per il ritardo o meglio noterete che l’altro è più in ritardo di voi, vi lascerete cadere su una sedia e le reazioni precedenti pian piano svaniranno. Appare chiaro che se gli eventi stressanti però fossero ripetuti, se dallo stress del lavoro si passa allo stress del traffico e poi a quello familiare, tali reazioni non farebbero in tempo a spegnersi che subito ne riparte una analoga e così, alla lunga, si instaurerebbe un livello di stress cronico (stadio di resistenza) dove le reazioni corporee elencate diverrebbero malattie: malattie da stress (stadio di esaurimento).
La relazione tra stress e cellulite è mediata dalle interferenze che la condizione cosiddetta stressante provoca sulla richiesta di alimenti particolari da parte della paziente, appunto stressata. L’attivazione della cascata neuro-endocrina ipotalamo-ipofisi-surrene, indotta dallo stress, conduce alla produzione di ormoni surrenalici, la cui funzione, tra le innumerevoli altre di adattamento è anche quella di aumentare il consumo di zuccheri. Ma, mentre nel momento in cui si vive l’evento stressante, entrano in gioco anche altre sostanze che hanno un ruolo antifame (endorfine), il termine del periodo vissuto come stressante lascia dietro di sé un vuoto di zuccheri e di particolari aminoacidi (triptofano) precursori della serotonina, importante neurotrasmettitore che regola il fabbisogno alimentare, in particolare nei confronti degli zuccheri.
Ne consegue, da un lato una carenza di zuccheri e dall’altro la riduzione del neurotrasmettitore in grado di frenare la pulsione nei loro confronti.Il risultato è quello di un impulso irrefrenabile nei confronti di dolci, cioccolata, gelati e, per coloro che preferiscono i cibi salati, di pizza e dei più vari prodotti da forno o rosticceria. E, tutto questo, avviene quasi sempre la sera, quando non si ha più tempo per smaltire l’eccesso di energie e, quando gli ormoni attivi sul metabolismo energetico sono ai valori minimi. Le conseguenze saranno visibili l’indomani e allora occorre che subito si mettano in atto le strategie di recupero (vedi).
Sebbene non sia sempre possibile evitare le fonti di stress è comunque possibile frenarne le ricadute sull’alimentazione. In che modo?
Una dieta corretta non dovrebbe privare l’organismo del giusto apporto di proteine e di aminoacidi essenziali come il triptofano, precursore della serotonina.
Alcuni eventi stressanti possono essere previsti (la sindrome premestruale ad esempio), allora è possibile aumentare la quota di triptofano (esiste in commercio), assumere sostanze serotoninergiche o assumere piccoli e continui spuntini che spezzino la fame.
